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Oggi parleremo di un’entusiasmante e nobile iniziativa con protagonista il nostro collega Bruce Becker, Senior Cloud Native Engineer at Kiratech.

Da qualche anno Bruce, originario di Città del Capo, svolge un’attività di volontariato per la formazione in ambito Digital Transformation presso la UbuntuNet Alliance For Research & Education Networking (ubuntunet.net), una federazione delle reti nazionali di ricerca e istruzione (NREN) nell'Africa orientale e meridionale.

L’obiettivo di questa organizzazione è quello di facilitare l'accesso delle comunità dell’Africa Sub-Sahariana alla conoscenza, alla ricerca e alle risorse educative, nonché abilitare e sostenere in modo proattivo la trasformazione digitale nei settori dell'istruzione superiore e della ricerca. Il tutto con un focus particolare sul potenziale delle donne e dei giovani.

Nello specifico il nostro collega Bruce ha svolto attività di volontariato in ambito formativo con questa organizzazione su parecchi progetti EU (FP7, Horizon2020), collaborando ad eventi formativi su svariate tecnologie e metodologie.

Proprio recentemente Bruce ha partecipato come parte attiva alla formazione “DevOps for Engineers” tenutasi tra il 13 e il 17 giugno 2022 formando i giovani partecipanti sulla metodologia DevOps e le pratiche ad essa collegate. Lo abbiamo intervistato per avere la sua prospettiva su questa sua collaborazione dal punto di vista umano e di crescita personale e della formazione.

Come hai scoperto questi progetti/ come ti sei avvicinato a queste iniziative?

“In realtà ci sono sempre stato vicino! Molti della mia generazione in Sudafrica hanno sentito il bisogno di contribuire alla crescita del paese e avvicinarsi al continente, dopo gli errori del passato. Ho dedicato quasi 10 anni della mia carriera allo sviluppo delle infrastrutture di ricerca nel mio paese e nella regione, dal 2008 al 2018 circa. Durante questo tempo non si possono non creare legami che durino. C'è molta solidarietà fra le organizzazioni che gestiscono le reti di ricerca, che si trovano a dover dare supporto a comunità scientifica che supera ogni confine di nazionalità. Quindi, spesso ci si trova a dare supporto, specie nell’ambito della formazione, a gruppi in diverse parti del mondo. È un ambiente aperto e collaborativo, e quando mi hanno contattato recentemente per una consulenza, sono stato felice di parteciparvi.”

Bruce, quali sono le cose migliori che ti sei portato a casa da queste esperienze?

“Come in ogni intervento di formazione, gli aspetti più interessanti sono la crescita delle persone e la creazione di legami.

Nello specifico, nella mia più recente esperienza di formazione ho avuto a che fare con un gruppo di sistemisti, ognuno responsabile di un proprio datacenter che doveva ospitare piattaforme ed applicazioni fondamentali per lo svolgimento della ricerca. Si sa che per arrivare a risultati importanti – dalla scoperta del buco nero al centro della galassia, allo sviluppo dei vaccini, solo per citarne due recenti – la scienza necessita non solo dei “geni” che vediamo passare in televisione, che vincono i premi Nobel, ma soprattutto di centinaia o migliaia di collaboratori in tutto il mondo. Nessuno può dire dove nascerà il prossimo Einstein, ma quel che è certo è che senza infrastrutture a supporto della ricerca le grandi scoperte non potranno mai essere fatte. Lo stesso vale per il prossimo Bezos, o la prossima Rometty (prima CEO donna dell’IBM). Il successo, soprattutto at scale dipende più dall’infrastruttura, dai sistemi di supporto, dal lavoro di squadra, da processi efficaci e soprattutto da persone capaci, piuttosto che dalla famosa “rock star” individuale o da tecnologie fantastiche.”

Perché è importante per te promuovere la digital transformation in questi territori?

“Per me, è la qualità del lavoro che conta: fare sempre la cosa migliore nel modo migliore per il cliente. Capire le problematiche, scegliere le tecnologie sì, ma soprattutto adottare metodi e patterns che portino al successo nell’ambiente in cui si sta operando. Le tecnologie digitali stanno rendendo sempre più piatto il mondo, e stanno avvicinando sempre di più le persone al mercato; cosa che fino a pochi anni fa era impensabile. (PS Basta guardare solo il mio caso, che adesso lavoro in Kiratech da remoto).

E questo avvicinamento funziona in entrambi i sensi: abbiamo sia tanto da imparare da questi “nuovi” contesti che tanto da dare agli stessi. C'è anche un grande vantaggio nel partecipare a queste attività, per Kiratech. Affrontare problemi “conosciuti” con occhi nuovi, senza preconcetti, a volte permette di scoprire modi nuovi, più efficaci ed innovativi di affrontare queste problematiche, qui in Italia come in Europa. Fare la cosa migliore per il cliente a volte richiede una visione da un diverso punto di vista. Siamo in un momento di grande cambiamento globale, e ci sono sfide mai viste prima da affrontare. Le soluzioni di ieri probabilmente non soddisferanno i bisogni di domani, ma l'umiltà di condividere la propria conoscenza e imparare cose nuove, spesso indica la via.”

Per noi è un onore avere in Kiratech delle figure che partecipano attivamente ad iniziative di questo tipo volte alla crescita di giovani talenti, nell’ambito dell’innovazione tecnologica e della trasformazione digitale. È nelle azioni come queste che si possono ritrovare i principali valori della nostra azienda, la nostra filosofia, ovvero la valorizzazione dei talenti e l’integrazione.




Angela Salgarelli

scritto da Angela Salgarelli

Angela Salgarelli - Marketing

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