La ricetta per ottimizzare il Software development lifecycle

18/11/16 18.05 Posted by Lorenzo Fontana - No Comments

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In un’era in cui i software devono essere sempre più innovativi e necessitano di essere continuamente modificati, testati ed aggiornati in tempi sempre più brevi, avere cicli di development molto corti non è solo importante, ma si rivela essere necessario per la sopravvivenza di un'azienda.

Laddove i problemi più imponenti sono la richiesta di tempi rapidi di rilascio e il continuo miglioramento delle funzionalità delle applicazioni, le aziende si chiedono quale sia il modo migliore per pianificare, costruire ed accelerare la release, oltre che avere il completo controllo sull’intero lifecycle di ogni progetto in corso.

Ecco che si rende sempre più chiaro il bisogno di una soluzione per l'accelerazione e la migliore gestione del software development lifecycle. Andiamo ad analizzare di seguito le metodologie ed i meccanismi che permettono di risolvere tali problematiche.

 

Continuous Integration

La continuous integration è una pratica che permette di velocizzare il rilascio dei software lavorando in maniera agile e, come insegna la filosofia DevOps, tramite ottimizzazione e testing per una veloce identificazione di eventuali bug. Questa tecnica garantisce una migliore organizzazione del lavoro, che permette ai team di rimanere al passo con i tempi e contemporaneamente implementare una delivery rapida, efficace e sicura. Vediamo insieme i principali vantaggi:

  1. Scompare il problema della divergenza delle diverse versioni di codice date dai continui e successivi aggiornamenti realizzati in lunghi periodi senza una vera integrazione tra l’una e l’altra. I programmatori di un team tradizionale, infatti, lavorano separatamente per sviluppare una singola funzione. Nel caso di lavori complessi, dopo mesi di sviluppo, può rivelarsi difficoltoso unire i vari codici, identificare eventuali bug presenti e correggerli. La continuous integration, al contrario, sostiene che con un’integrazione continua di codice si riesca ad evitare completamente il problema, perché ogni modifica apportata viene testata per controllare che sia perfettamente funzionante e inserita in una repository condivisa.
  2. Veloce correzione dei bug. I problemi vengono risolti rapidamente grazie ai test automatici eseguiti più volte al giorno e all’aggiornamento della repository condivisa da tutto il team.
  3. Velocizzazione e migliore organizzazione del lavoro: i Developers committano il proprio lavoro almeno una volta al giorno, attivando un processo di verifica e test che notifica nel caso di problemi per una risoluzione immediata. Attraverso il metodo tradizionale si aveva al contrario un'integrazione posticipata, a volte addirittura di settimane o mesi, che causava ritardi e la necessità di dover tornare più volte sullo stesso lavoro a distanza di tempo.
  4. Maggiore produttività. Grazie alla velocizzazione dei test automatici, vi è inoltre un notevole risparmio di tempo; le attività che possono essere automatizzate non verranno più svolte manualmente, permettendo ai team di focalizzarsi su task prioritari.
  5. Rapido rilascio degli aggiornamenti, garantendo alle aziende di poter reagire rapidamente alle mutazioni del mercato.

 

Tool per la Continuous Integration

La prima piattaforma al mondo per la continuous integration è Jenkins by CloudBees. Una delle ragioni principali per cui è la soluzione più utilizzata è la quantità di plugin per l’interazione con altri Tool (più di 1.000 ad oggi).

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